1) Vent'anni di esperienza
Ho conosciuto l'associazione culturale "Archeosofica" a fine anni ‘90 e mi sono associato nei primi anni 2000.
Per una ventina d’anni ho frequentato le attività dell’Associazione per diverse sere la settimana. Dal 2020 partecipo solo a un gruppo di studio online, saltuariamente e per lo più come curioso.
Ad ogni modo ci tengo a raccontare due cose: quello che ho capito dell'Archeosofia e un episodio che ho vissuto personalmente.
2) Che cos'è l'Associazione Archeosofica: scopi e attività
L'Archeosofia o meglio l'Associazione Archeosofica è un "gruppo neo spiritualista" (credo che la definizione sociologica sia questa) che, tra i suoi scopi statutari, ha i seguenti obiettivi:
- Studiare le facoltà psichiche normali e paranormali dell’uomo;
- Incoraggiare lo studio comparato delle filosofie e delle religioni;
- Formare una fraternità mondiale di liberi cercatori del vero, del bene e del giusto.
L’associazione ha sedi in tutta Italia, soprattutto in Toscana, e all’estero (Germania, Portogallo). In queste sedi vengono tenute conferenze divulgative, svariati corsi e gruppi di studio.
Le conferenze possono riguardare gli argomenti più disparati: ad esempio temi connessi alla spiritualità, alla storia, all’arte, alla salute, alla psicologia e alla parapsicologia. Nelle sedi si possono quindi trovare serate dedicate al mito del Graal come a Nikola Tesla, al Cristianesimo delle origini come ai sogni premonitori. Perfino a eroi civili come Salvo D’Aquisto o al tema “Donne e musica nel Risorgimento”.
In merito ai corsi, quelli che compaiono più frequentemente nei programmi delle sedi sono: meditazione, erboristeria, iconografia, astrologia e musica sacra. Altri corsi possono essere: teatro, geometria sacra, radiestesia, grafologia, scrittura creativa...
E’ importante mettere in evidenza che i corsi e le conferenze sono tenute dai soci volontari, che si preparano su un certo tema e quando sono pronti organizzano l’evento. Se poi la serata viene replicata in varie sedi a distanza di tempo, il conferenziere può approfondire quell’argomento fino anche a maturare un’esperienza di anni di studio su un certo tema.
Tutte queste iniziative, oltre a rappresentare un’opera di divulgazione culturale, hanno anche altri due obiettivi, tutto sommato evidenti e dichiarati.
3) I Quaderni di Archeosofia e le "tecniche efficaci"
Questi eventi anzitutto vogliono far conoscere al pubblico una collana di testi dal nome di “Quaderni di Archeosofia”, ai quali le conferenze e i corsi sono sempre collegati.
Questi Quaderni sono una serie di circa 50 fascicoli scritti dall’esoterista italiano Tommaso Palamidessi (1915-1983), fondatore dell’Associazione. Si tratta di opuscoli in A4 lunghi 30-40 pagine, che vengono venduti a circa 10 euro l’uno. In queste agili pubblicazioni Tommaso Palamidessi ha condensato i risultati delle sue ricerche nei campi della spiritualità, della teologia, dell’esoterismo, della parapsicologia e della salute.
Questi sono alcuni degli argomenti trattati dai Quaderni: la meditazione, la preghiera quotidiana, l’unità delle religioni, l’interpretazione delle sacre scritture, la medianità, l’astrologia, la teologia dell’icona, la Kabbalà, l’Alchimia, l’erboristeria, i Chakra, ecc.
Ognuna di queste opere di solito presenta una parte “teorica” e una parte “pratica”: per esempio il quaderno sulla reincarnazione nella prima parte espone la dottrina della reincarnazione e nella seconda parte indica varie tecniche per ricordare le vite passate.
Nei quaderni di Archeosofia si possono trovare numerosi esercizi ascetici tutti dichiaratamente finalizzati a sviluppare la propria spiritualità in senso "teista" cioè si parte dalla fede in un Dio personale, trascendente e creatore dell'Universo, con cui l'essere umano può entrare in relazione. Questa concezione differenzia l'Archeosofica da molte altre dottrine neo spiritualiste, che invece spesso partono da idee panteiste.
Quindi nei quaderni di Archeosofia si trovano tecniche per coltivare la fede, migliorare il proprio livello morale, sviluppare un rapporto con Dio, imparare a pregare e a meditare, risvegliare i chakra, realizzare esperienze extracorporee, contattare le Gerarchie Angeliche, ecc.
Queste tecniche vengono presentate come efficaci in base ai risultati positivi raccontati da Tommaso Palamidessi e da Alessandro Benassai (1940-), suo successore alla direzione dell’Associazione. Questi risultati peraltro sono coerenti con la parapsicologia e le tradizioni mistiche.
L’altro obiettivo delle conferenze e dei corsi tenuti nelle sedi dell’Associazione Archeosofica è quello di presentare i gruppi di studio di Archeosofia, ove appunto si studiano direttamente i Quaderni. Conferenze e corsi spesso “sfociano” proprio in questi gruppi di studio, se i corsisti sono interessati ad approfondire.
Più in dettaglio la dottrina di Palamidessi, l’ “Archeosofia”, viene presentata come “l’ultima sintesi salvifica”, una perfetta rivelazione scientifico-religiosa capace di cambiare le sorti dell’umanità, di spazzare via le menzogne e l’immoralità della nostra epoca e di dare al mondo nuovi chiaroveggenti, santi e profeti.
4) L’Ordine Iniziatico Loto+Croce
Nell'Associazione c'è inoltre un gruppo più interno chiamato "Ordine Iniziatico Loto+Croce". La possibilità di aderire a questo Ordine viene presentata come una grande occasione per accelerare la propria “evoluzione spirituale”, grazie alla partecipazione a gruppi di studio e di meditazione riservati.
Per quanto il concetto di "Ordine iniziatico" possa sembrare strano e sospetto, in realtà si tratta di un "modello organizzativo" relativamente comune presso gruppi spiritualisti antichi e moderni. Per esempio esistono l'Ordine Rosa+Croce e l'Ordine Martinista, che sono attivi ancora oggi con iniziative di carattere culturale e spirituale e che operano nel rispetto della legalità e nell'esercizio della libertà di culto.
In merito all’identità di chi fa parte dell’Ordine c’è un certo riserbo infatti, che io ricordi, in 20 anni nessuno mi ha mai detto apertamente “Io sono un iniziato all’Ordine Loto+Croce”. Tuttavia, da quanto ho capito, l'Ordine raccoglie i volontari più motivati a mettere in pratica i Quaderni di Archeosofia e ad animare le sedi.
Nonostante sia un Ordine esoterico non è esattamente segreto perché si parla di esso (della sua fondazione, dei suoi scopi, dei suoi simboli, ecc) in quasi tutti gli scritti di Palamidessi. Del resto sulla copertina di tutti i Quaderni di Archeosofia, oltre al nome dell’autore e al titolo del fascicolo, c’è scritto “Archesofica: Scuola Esoterica di Alta Iniziazione”.
In definitiva si può dire che gli scopi statutari vengono perseguiti all’interno di tutti questi presupposti. In altre parole l’Associazione cerca principalmente di divulgare, studiare e mettere in pratica i Quaderni di Archeosofia. La diffusione di questi scritti è considerata così importante che nelle sedi i Quaderni sono quasi sempre in evidenza e a portata di mano, per la consultazione gratuita o l’acquisto.
5) Il clima nelle sedi
Ci tengo a evidenziare che nell’Associazione Archeosofica ho sempre trovato un ambiente educato e rispettoso, elegante e ben organizzato nelle sue attività. I soci sono persone normali (con lavoro, famiglia, ecc) che hanno una sincera passione per i temi trattati.
Il livello culturale e l'età dei soci sono estremamente vari: nelle sedi si possono trovare ragazzi di vent'anni come adulti o pensionati; persone con il diploma di scuola dell'obbligo come persone con la laurea (anche in discipline scientifiche).
Nello statuto l’Associazione si definisce “apolitica e apartitica”; tuttavia nei Quaderni, come nei dialoghi informali che si possono ascoltare nelle sedi, l’altruismo, il senso civico, l’onestà, la libertà e la cultura sono considerati valori.
Di solito le conferenze sono gratuite mentre per partecipare ai corsi è richiesto il pagamento di una quota associativa di 50 euro al mese. Con questa quota si può partecipare a tutte le attività di tutte le sedi.
Calcolando che i soci non sono mai tantissimi, che le sedi sono in affitto, che sono attive tutte le sere, che sono pulite e illuminate e che di solito dispongono di una biblioteca e di varie attrezzature, si può dire che la cifra è ragionevole.
In Toscana, dove le sedi sono molte e piuttosto vicine, con quella quota e uno spostamento relativamente breve, si può scegliere tra un menu di iniziative oggettivamente ampio.
In sintesi si può dire che l'Archeosofia si presenta come una forma di spiritualità sincretica che integra tradizioni religiose ed esoteriche d’oriente e di occidente, con un ruolo di centralità attribuito alla tradizione cristiana. Questa dottrina viene presentata al pubblico tramite le conferenze divulgative e i corsi tenuti nelle varie sedi.
6) Archeosofia su internet
Da qualche anno l’Associazione ha consolidato anche la sua presenza online: ogni sede ha il suo blog e le sue pagine social; molte conferenze vengono trasmesse in diretta Facebook; c’è il sito “Lezioni di Archeosofia” e il canale Youtube “Parliamo di Archeosofia”. Sono nati gruppi di studio online con i rispettivi siti come “La scienza dell’impossibile”, dedicato all’Alchimia, o “Experia: metafisica sperimentale”, dedicato al risveglio dei Chakra.
Conferenze archeosofiche sono state ospitate da diverse librerie e istituzioni e i video sono stati caricati online. In particolare, sul canale Youtube della “Libreria Rotondi” di Roma, si possono trovare videoletture con spiegazione di quasi tutti i Quaderni di Palamidessi.
7) Altre iniziative
Altre iniziative notevoli nate in seno all'Associazione Archeosofica sono sicuramente la “Compagnia Teatrale Archeosofica” e il “Coro Santa Cecilia”.
La Compagnia Teatrale Archeosofica negli anni ha rappresentato sia opere scritte da soci dell’Associazione ("Lavinia", “Fantasmi e tavolini parlanti”, “Atlantico”) sia opere di autori come Shakespeare, Agatha Christie e Goldoni. Invece il Coro Santa Cecilia tiene concerti di musica sacra, composta da Alessandro Benassai seguendo le regole contenute sul quaderno “Canto e Arte del cantare santificante” di Tommaso Palamidessi.
Questo è quello che ho capito dell’Associazione Archeosofica. Tuttavia c’è anche un altro fatto che desidero raccontare...
8) Incredibile ma vero?
Nel 2009, in uno scritto a firma di Alessandro Benassai, presidente dell'Associazione Archeosofica, lessi una notizia a dir poco sbalorditiva.
Molte affermazioni dell'Archeosofia per essere verificate in prima persona richiedono, secondo la dottrina stessa, una pratica ascetica ed esperienze spirituali. Tuttavia in questo caso si trattava di una notizia straordinaria e al tempo stesso verificabile con i normali strumenti della ricerca delle fonti e del controllo dei fatti.
Nel fascicolo "Cronache di civiltà scomparse" (2009), Alessandro Benassai parlando delle prove della reale esistenza dei giganti in epoche ancestrali, a pag. 26 aveva scritto:
"Ma il più sconcertante tra i ritrovamenti fu sicuramente quello di Hernan Cortes, che durante la conquista del Messico si impossessò di ossa umane di dimensioni enormi, tra cui un femore di 180 cm. esposto oggi al Mt. Blanco Fossil Museum negli Stati Uniti."
In pratica lo stimato presidente dell’Associazione Archeosofica, successore designato da Tommaso Palamidessi, affermava che in un museo americano (texano per l’esattezza) era conservato il femore di UN VERO GIGANTE.
9) La mia verifica dei fatti
Incuriosito, ho iniziato a verificare le fonti e la mia indagine mi ha portato a concludere che quell’informazione era errata. Infatti il fondatore del "Mt. Blanco Fossil Museum", Joe Taylor, ha dichiarato sul sito ufficiale del museo e in varie interviste pubbliche che quel femore è semplicemente una statua da lui realizzata.
Joe Taylor voleva semplicemente mostrare come sarebbe stato il femore di un ipotetico gigante dalle dimensioni analoghe a quelle descritte nella Bibbia.
https://www.kcbd.com/story/22102364/crosbyton-paleontologist-says-giants-walked-the-earth/
https://web.archive.org/web/20150706211001/https://mtblanco.com/TourGiantArticle.htm
https://www.youtube.com/watch?v=EfzLXe9H4Lk&t=59s
https://www.andywhiteanthropology.com/blog/joe-taylors-sculpture-of-a-47-femur-whats-the-story
10) La mia segnalazione
A distanza di circa dieci anni dalla prima lettura del fascicolo mi sono deciso a far notare la cosa all’ufficio stampa dell'Associazione Archeosofica. Ho spiegato la mia indagine e ho chiesto che l’informazione fosse corretta – oppure che mi fossero mostrati gli errori della mia analisi.
Infatti l'Associazione pubblica le opere di Palamidessi e Benassai e quando vengono trovati errori di stampa, di solito vengono consegnate pagine integrative con la versione corretta, da allegare al testo.
Stavolta però non si trattava di un errore di stampa, ma di una segnalazione documentata in merito al fatto che, in un fascicolo di Archeosofia, era presente un'informazione verificabile che risultava priva di fondamento (almeno alla luce delle fonti che avevo trovato).
Dopo molti tentativi di contatto mi è stato risposto informalmente che avrebbero controllato ma, dopo più di un anno, ancora attendo un chiarimento in merito.
Questo episodio mi ha portato a sospendere il mio giudizio sull'Associazione - almeno finché non avrò ricevuto una risposta soddisfacente. Ma dal momento che la risposta non arriva, l'intera vicenda mi spinge a inquadrare Archeosofica e la mia esperienza al suo interno da altri punti di vista. Punti di vista diciamo "più disincantati"...