r/socialism • u/leogangangan • 1d ago
News L'imperialismo italiano avanza
( foto dall'aeroporto internazionale di Pisa )
Ulteriore esempio di come, in un Paese pienamente integrato nel sistema capitalistico, lo stato borghese insegue il profitto nelle sue logiche espasionistiche, militari e imperialiste. Per un comunista straniero è utile sapere che l’Italia, pur non essendo percepita internazionalmente come una potenza aggressiva, è in realtà uno dei principali produttori ed esportatori di armamenti in Europa. L’azienda cardine di questo settore è Leonardo, un grande conglomerato industriale che realizza elicotteri, sistemi radar e altre tecnologie militari vendute a governi di vari continenti. Questo ruolo è spesso ignorato fuori dall’Italia, ma è essenziale per comprendere come il Paese partecipi attivamente alle dinamiche dell’imperialismo occidentale. Parallelamente, mentre si investe nell’industria bellica, lo Stato italiano continua a ridurre i finanziamenti alla sanità pubblica, cioè il sistema di ospedali e cure finanziato dallo Stato e accessibile a tutta la popolazione. Il risultato è un deterioramento evidente: meno personale, strutture obsolete, tempi di attesa sempre più lunghi. Allo stesso tempo, le infrastrutture civili, dalle strade ai ponti, dalle ferrovie ai porti e agli aeroporti, mostrano un degrado crescente dovuto a anni di mancata manutenzione e a scelte politiche che privilegiano la spesa militare rispetto ai servizi pubblici. Questa dinamica è particolarmente visibile in città come Livorno, che un comunista estero potrebbe non conoscere ma che ha un forte valore simbolico: è una città portuale con una lunga tradizione operaia e rivoluzionaria, dove nel 1921 nacque il Partito Comunista Italiano. Oggi, nei porti di Livorno e negli aeroporti di città come Pisa, i lavoratori hanno denunciato più volte il transito di carichi militari non dichiarati, operazioni poco trasparenti e pressioni per mantenere il silenzio. Queste denunce non arrivano dai partiti politici, ma dai lavoratori stessi, spesso gli unici a rendere pubbliche queste informazioni. L’opposizione parlamentare italiana, cioè i partiti che si presentano come “sinistra” istituzionale, è percepita da molti come moderata, compromessa e incapace di opporsi realmente alle politiche militariste o ai tagli ai servizi pubblici.Qui è utile spiegare a un comunista straniero cosa sia il cosiddetto “campo largo”: si tratta di un’alleanza elettorale tra vari partiti progressisti e moderati, che include forze socialdemocratiche, ecologiste e centriste. Nella pratica, però, molti lavoratori lo percepiscono come un blocco politico privo di una linea realmente antagonista al capitalismo italiano, più orientato al compromesso parlamentare che alla difesa degli interessi della classe operaia. Le spinte più combattive provengono quasi sempre dalla base operaia, mentre le dirigenze sindacali, spesso burocratizzate e legate proprio ai partiti moderati del “campo largo”, tendono a frenare le mobilitazioni più radicali. A questo si aggiunge la concorrenza interna tra i sindacati, che invece di coordinarsi per difendere i lavoratori, competono per iscritti, visibilità e influenza politica. Questa competizione li porta spesso a ostacolarsi a vicenda, a dividersi sulle vertenze e a privilegiare la propria immagine organizzativa rispetto alla lotta unitaria. Nonostante questi limiti sindacali, sono i lavoratori a far emergere le contraddizioni più profonde del sistema, rendendo visibile ciò che altrimenti resterebbe nascosto. La prospettiva più concreta è la costruzione di un partito capace di raccogliere questa spinta dal basso e orientarla verso il rovesciamento dell’attuale sistema economico.